Quando vai a pisciare da ubriaco 

Quando vai a pisciare da ubriaco, 

Il ragno e la mosca

Che tanto hai odiato

Sono improvvisamente 

tuoi amici.

Lo squallore di quella solitudine 

Fa il vuoto e domina

Mentre chiudi la porta 

Del cesso. 

Poco fa la cameriera era

Una regina bellissima, 

E mentre mangiavi ridevi forte

Senza capire  le battute

Dei tuoi amici a tavola. 

Ma ora sei solo, in piedi,

La testa ronza e pensi:

“Sono qui in questo momento 

Definito nel tempo

E nello spazio, 

Faccio centro

Nell’acqua della tazza

Mirando a croste residue

Lasciate da altri. 

E mi sorprendo a schifarle

Perché non sono mie;

Le schifo! Come se dovessi mangiarle!”. 

Poi sorridi, 

Mentre tutta quella nausea 

passa  e sbiadisce, 

Mentre capisci tutto:

La parabola dorata

Che descrivi

È la parabola della tua stessa 

Esistenza.

Presto, presto!

Stanno per servire

Il secondo.

Romano, classe '71. Incontro la musica da piccolo. Poi suono in TV, nei locali, per strada. Faccio colonne sonore, poi testi per pubblicità, musica per giochi e siti web; l'emozione più grande è ancora sedersi davanti al foglio bianco e non avere idea di cosa accadrà.